Finanziamenti alla creazione d’idee progettuali “PUGLIACAPITALESOCIALE 2.0”

OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGRAMMA “PUGLIACAPITALESOCIALE 2.0”
Il programma di interventi che la Regione Puglia adotta, denominato PugliaCapitaleSociale 2.0, intende
sostenere lo sviluppo di iniziative territoriali di interesse generale, in coerenza con la programmazione
regionale ed in particolare con il Piano regionale delle politiche sociali, approvato dalla Giunta Regionale con
deliberazione n. 2324 del 28 dicembre 2017, con il Programma regionale per l’innovazione sociale e lo
sviluppo dell’economia sociale Puglia Sociale In, approvato dalla Giunta regionale con deliberazione n. 2274
del 28 dicembre 2017 e con le altre iniziative regionali di promozione della cittadinanza attiva e del capitale
sociale nelle comunità locali.
La l.r. n. 19/2006, e s.m.i., individua la sussidiarietà tra i principi generali di riferimento del sistema regionale
di welfare e riconosce l’importanza del ruolo e della funzione dei cittadini, singoli e associati, nel processo di
costruzione delle politiche sociali a livello locale. Il principale strumento di attuazione della normativa
pugliese in materia di politiche sociali, il Reg. R. 18 febbraio 2007, n. 4, e s.m.i., disciplina la partecipazione
dei cittadini alla realizzazione del sistema integrato dei servizi con le disposizioni dell’art. 16 Partecipazione
e cittadinanza attiva.
Il regolamento regionale prevede che i cittadini partecipino in tutte le fasi del processo di definizione di una
politica sociale a livello locale: nella programmazione, ma anche nella progettazione e nell’organizzazione
degli interventi e dei servizi, nella valutazione e nella verifica dell’efficacia degli stessi. La stessa legge
regionale, all’art. 16, comma 3, lettera a), individua tra le diverse competenze dei Comuni quella della
promozione della partecipazione, cioè della valorizzazione del contributo che all’attuazione del Piano
Sociale di Zona può dare la collettività, tramite forme innovative di collaborazione per lo sviluppo di
interventi di auto-aiuto e per favorire la reciprocità tra cittadini nell’ambito della vita comunitaria.
Più di recente, con l’approvazione della l.r. n. 13 luglio 2017, n. 28, “Legge sulla partecipazione”, la Regione
Puglia – tra le altre cose – riconosce la partecipazione in quanto diritto e dovere delle persone, intese come
singoli e nelle formazioni sociali, promuove forme e strumenti di partecipazione democratica per assicurare
la qualità dei processi decisionali democratici, attraverso la valorizzazione di modelli innovativi di
democrazia partecipativa e di democrazia deliberativa, la realizzazione e la sperimentazione di nuove
pratiche di coinvolgimento nelle scelte pubbliche e nelle decisioni amministrative. Nel complesso, in
definitiva, le norme regionali attribuiscono una funzione importante al contributo che i cittadini possono
dare al perseguimento degli obiettivi di benessere e tutela dei diritti sociali, attività d’interesse generale, in
modo coerente con il principio di sussidiarietà di cui all’art. 118 della Costituzione e con le indicazioni di cui
alla l.n. 6 giugno 2016, n. 106.
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Gli obiettivi generali del Programma “PugliaCapitaleSociale 2.0” e, in esso, del presente Avviso pubblico,
sono quelli indicati dall’atto di indirizzo ministeriale, che prevedono la realizzazione di attività che
concorrano al raggiungimento di alcuni degli obiettivi individuati indicati nell’Agenda 2030 per uno sviluppo
sostenibile:
a) promuovere la salute e il benessere per tutti e per tutte le età;
b) promuovere un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti;
c) promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva
e un lavoro dignitoso per tutti;
d) promuovere le pari opportunità e contribuire alla riduzione delle diseguaglianze; e)promuovere società
giuste, pacifiche e inclusive;
f) promuovere un’agricoltura sostenibile e responsabile socialmente.
2.3.1 Aree prioritarie di intervento
Le iniziative e i progetti dovranno riguardare una o più delle seguenti aree prioritarie di intervento (in
numero massimo di tre):
a) contrasto delle forme di sfruttamento del lavoro, in particolare in agricoltura, e del fenomeno del
caporalato;
b) sviluppo della cultura del volontariato, in particolare tra i giovani e all’interno delle imprese;
c) sostegno all’inclusione sociale, in particolare delle persone con disabilità e non autosufficienti;
d) prevenzione e contrasto delle dipendenze, ivi inclusa la ludopatia;
e) prevenzione e contrasto delle forme di violenza, discriminazione e intolleranza, con particolare
riferimento a quella nei confronti di soggetti vulnerabili;
f) contrasto a condizioni di fragilità e di svantaggio della persona al fine di intervenire sui fenomeni di
marginalità e di esclusione sociale, con particolare riferimento alle persone senza dimora, a quelle in
condizioni di povertà assoluta o relativa e ai migranti;
g) sviluppo e rafforzamento della cittadinanza attiva, della legalità e della corresponsabilità, anche
attraverso la tutela e la valorizzazione dei beni comuni;
h) sostegno alle attività di accompagnamento al lavoro di fasce deboli della popolazione;
i) contrasto alle solitudini involontarie specie nella popolazione anziana attraverso iniziative e percorsi
di coinvolgimento partecipato;
l) sviluppo di forme di welfare generativo di comunità anche attraverso il coinvolgimento attivo e
partecipato in attività di utilità sociale dei soggetti che beneficiano di prestazioni di integrazione e
sostegno al reddito nonché degli altri appartenenti alle categorie di cui all’articolo 1, comma 312, della
legge 28 dicembre 2015, n. 208 e all’articolo 1, commi 86 e 87, della legge 11 dicembre 2016, n. 232;
m) sviluppo delle reti associative del Terzo Settore e rafforzamento della loro capacity building,
funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli enti del Terzo Settore;
n) sensibilizzazione e promozione del sostegno a distanza;
o) attività di promozione e salvaguardia delle aree ambientali, interventi e servizi finalizzati al al
miglioramento delle condizioni dell’ambiente e all’utilizzazione accorta e razionale delle risorse
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naturali.
In coerenza con il Programma Operativo approvato dal Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, le Procedure
di selezione delle operazioni sono identificabili in un Avviso pubblico regionale per la candidatura di
programmi locali. La procedura di selezione è una procedura aperta o “a sportello”, tanto al fine di ridurre i
tempi di attesa dal momento della presentazione della domanda e il momento di restituzione dell’esito per
l’avvio dell’attuazione, in caso di ammissione a finanziamento.
Contributo finanziario massimo (a valere sui fondi dell’accordo di programma ex art. 72-73 del Codice ETS):
Euro 20.000,00 per programma locale
Durata dei programmi locali: 12 mesi a partire dalla sottoscrizione del disciplinare di attuazione tra Regione
Puglia e ciascuno dei soggetti beneficiari.
Soggetti proponenti: Organizzazioni di Volontariato e Associazioni di Promozione sociale – già iscritte alla
data di presentazione della domanda di finanziamento nei rispettivi Registri della Regione Puglia o nei
corrispondenti registri nazionali, nelle more della costituzione del Registro Unico Nazionale del Terzo
Settore – quali soggetti capofila di “comitati locali” per lo sviluppo del capitale sociale e l’implementazione di
attività di interesse generale in una delle aree prioritarie di cui all’Atto di indirizzo adottato dal Ministero del
Lavoro e Politiche sociali in data 13.11.2017.
Il presente Avviso pubblico fa riferimento alla Linea A del Programma Operativo “PugliaCapitaleSociale 2.0”.

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